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Le Tre Janas di Sadali

illustrazione - le tra janas di Sadali

Tempo di lettura: 6 minuti

Janas Mariposas – le fate farfalla

Piccole e alate come farfalle, bellissime e portatrici di buoni auspici, di giorno si confondono fra le belle donne di paese, di qualsiasi età giovani e vecchie; di notte si trasformano in orbs di luce e sono capaci , se provocate, di infliggere ai loro malfattori o anche solo maldicenti le peggiori malie.

Hanno un occhio nascosto sulla fronte che usano per  l’introspezione mentre con gli altri occhi guardano il mondo.

Sono tutte diverse e tutte portatrici di qualche grazia speciale, sono ottime ricamatrici e cesellano ori preziosi, sono anche ottime cuoche  ma non conoscono il modo per creare la pasta madre per far lievitare il loro pane, per questo è buona usanza in Sardegna lasciare sempre una briciola di pane sul davanzale o sulla tavola di notte affinché possano con quella far lievitare il loro pane.

Se a una di loro  farai trovare una briciola ti accorgerai del suo passaggio e potrai darle un nome e da quel momento sarà per sempre il tuo spirito guida; se invece imprecherai contro di lei ti ritroverai senza protezione alcuna.

Non dovrai mai dimenticarti di dirle grazie per ogni cosa speciale che ti capiterà nella vita e non dovrai mai dimenticarti di salutarla chiamandola per nome anche se non riuscirai a vederla.

Ma chi sono realmente queste creature mitologiche? Piccole fate/strega della tradizione popolare sarda, o donne realmente esistite di cui si tramanda la storia, condita con un pizzico di magia?

Qualunque sia la loro vera origine, i racconti a loro legati sono ricchi di spunti di riflessione.

Le tre Janas di Sadali

Una delle leggende di Janas che meglio le raccontano come donne sarde arriva da Sadali.

Basta visitare questo paese per capire che certe storie non possono essere solo leggende.

Un vero luogo magico, immerso nel verde con una cascata in pieno centro e tanti altri piccoli e grandi ruscelli che addirittura attraversano le case, dove non puoi evitare di pensare, quando tante farfalle  ti si posano sulle spalle che siano le Janas  della mitologia sarda.

Appena fuori dal paese  si trova un bosco meraviglioso che conduce a un’altra cascata e proprio all’inizio del percorso si trova la grotta Is Janas, così denominata perché ospita al suo interno delle bellissime concrezioni, che qui  si dice siano le Janas immortalate per sempre.

Ma partiamo da principio.

Una storia di resistenza e identità

Nei tempi antichi, prima che i cattolici convertissero gli isolani al loro credo, spesso più con i castighi che con la persuasione, il culto dei sardi era rivolto alla Dea Madre, motivo per cui in Sardegna il rispetto per la figura femminile è stato sempre irrinunciabile, tant’è che in Sardegna la società era matriarcale.

Le donne sarde conoscevano bene il loro valore, ed erano una ferma guida per tutta la famiglia.

Possiamo quindi immaginare come vissero l’invadente dottrina portatrice di misoginia ed è qui che inizia la storia delle tre Janas di Sadali.

C’era un frate, che era solito distribuire sermoni porta a porta per il paese ed era solito ricevere cibo e danari in cambio di un posto garantito in paradiso, o nei miscredenti ad oltranza, garantiva quanto meno pene meno atroci all’inferno.

Si era al tempo della quaresima e le donne di Sadali preparavano is pirichittus  per l’imminente festa pasquale.

Tre sorelle molto povere a fatica avevano procurato gli ingredienti per i loro pirichittus ma il frate sprezzante dei loro sacrifici pretese per se quei pochi dolci, pena l’inferno se non avessero ceduto quel “ben di Dio”, e le ammonì asserendo che in Quaresima era proibito mangiare ma anche cucinare dolci.

Le altre donne di Sadali presto lo vennero a sapere, nascosero i loro dolci e regalarono alle tre sorelle un po’ di zucchero e farina perché potessero rifare i loro dolcetti.

Le tre belle sorelle leggere come farfalle, decisero di non farsi fregare un’altra volta e andarono alla grotta che oggi porta il loro nome per preparare i pirichittus in gran segreto.

Il destino però era in agguato con le vesti del frate che avendole notate con le ceste di giunco sul capo avviarsi verso il bosco  non perse occasione di seguirle.

Lasciò che loro finissero l’impasto e si palesò ai loro occhi minacciando scomuniche, e siccome a loro le scomuniche non facevano paura perché era sempre la Dea Madre  il loro riferimento spirituale gli risero in faccia e lui presa una corda tentò di frustarle, ma una di loro riuscì a disarmarlo e con la stessa corda  gli legò stretto il collo  così che non ci potesse più passare neanche una briciola di dolci pirichittus.

Non era sua intenzione ucciderlo ma a volte gli epiloghi vanno oltre le nostre intenzioni. Fu così che per paura di essere condannate al rogo inscenarono l’impiccagione del frate a una  grossa stalattite della grotta così che tutti potessero pensare a un suicidio.

Pare che il Dio del frate chiese conto di tutto ciò alla Dea delle tre Janas  e fu convenuto, vista la malafede del frate che piuttosto che mandarle a bruciare nell’inferno venissero trasformate in pietra insieme alla loro vittima e ai loro dolcetti.

Ancora oggi entrando alla grotta delle Janas si possono vedere i loro corpi pietrificati a imperitura memoria e monito a non eccedere e a non mistificare i fatti.


GEOLOCALIZZAZIONE:

Sadali: 39.819101663021286, 9.277809844274062
Grotta Is Janas (dovre troverai le tre donne e il frate pietrificati): 39.84605460249184, 9.266581535056684


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