Tempo di lettura: 4 minuti
Le origini di un modo di dire
Color’e cani fughinde o come dicono nel campidanese color’e cani fuendi è un modo di dire dei sardi quando non sanno definire un colore particolarmente brutto. Letteralmente significa colore di cane che fugge.
La lingua sarda si caratterizza rispetto ad altre lingue per non avere vocaboli che definiscono qualcosa di univoco. Ha invece delle vere e proprie frasi che solo i sardi doc colgono subito al volo perché sanno immediatamente di cosa si parla.
Oggi voglio raccontarvi in modo particolare di una di queste frasi capace di innescare, fra le persone che la sentono per la prima volta, ma a volte anche fra i sardi in vena di approfondimenti in toni ironici, delle vere e proprie dispute filosofiche.
Che colore è?
Color’e cani fughinde è per tutti i sardi una sorta di color cammello. No forse è più un ocra pallidissimo. Anzi no dovrebbe essere un marroncino tendente all’arancione. Anzi no sembra la cacca di un neonato e via dicendo.
I sardi tutti lo sanno immaginare ma nessuno lo sa descrivere se non come il colore di un cane che fugge.
Vi apparirà strana questa affermazione perché a tutti è capitato di vedere un cane che scappa via veloce e tutti sanno dire di che colore era la sua livrea e di che razza fosse, eppure non è così scontato.
In Sardegna fin dagli albori della civiltà si racconta di un cane inafferrabile che potrebbe capitarvi di vedere almeno una volta nella vita.
Non riuscirete a descriverlo perché è talmente veloce da non poterne registrare nella memoria le fattezze. Ricorderete solo l’orribile sensazione di spavento che vi accappona la pelle al suo passaggio
Un cane fantasma
In tutta la Sardegna si registrano storie e leggende su questo fantomatico cane. Di lui si dice che a volte si manifesti senza testa.
Secondo una delle storie popolari questo cane sarebbe l’anima in pena di un peccatore che per sfuggire ai demoni che volevano portarlo all’inferno si sarebbe reincarnato in un cane che era stato investito da un carro trainato da buoi rimanendo decapitato. Così il dannato, preso in prestito il corpo del cane, correva incessantemente per evitare la cattura.
Il misterioso animale correva così velocemente che era impossibile seguirlo con lo sguardo, passando come un lampo e lasciando dietro di sé solo la scia di movimento sfocata. Molti giurarono che la livrea era cangiante e sfumata e avvolta in un’aura di mistero, ed era talmente agile che effettuava improvvisi e repentini cambi di direzione che erano imprevedibili e impossibili da seguire con lo sguardo perché l’occhio umano non è pronto a simili reazioni istantanee.
Inoltre aveva la capacità di mimetizzarsi fra le ombre dei muretti a secco il che confondeva ancora di più chi tentava di osservarlo per farne una descrizione precisa.
Quando capitavano sciagure e disgrazie tutti giuravano di aver visto qualche ora prima il cane senza testa attraversare un ponte o una stradina isolata di campagna, o di averne percepito l’ombra fra le strade ciottolate dei piccoli paesi così che, ben presto, tutti si convinsero che la sua presenza fosse preludio di eventi tragici imminenti.
Molti cercarono di appostarsi per catturarlo ma tutti gli sforzi furono vani perché il cane sfugge a ogni tentativo di cattura lasciando un alone di mistero e superstizione che resiste nel tempo.
Brutto come la paura
Provate a parlare a un sardo a cui sia capitata una disgrazia in famiglia, lo sentirete dire che qualche ora prima a un membro della sua famiglia era apparso quel cane se non nella via appena lambita dalla luna, almeno negli incubi notturni.
Ma provate anche a sentire un sardo che descrive l’auto appena comprata del suo peggior nemico, vi dirà che fa schifo perché è color’e cane fughinde, o una donna che vede una sua rivale uscire dalla parrucchiera con una chioma in ordine e colorata di nuovo, dirà che si è fatta i capelli di color’e cani fughinde.
In questo caso non significa solo indefinito ma anche decisamente brutto, talmente brutto da far accapponare la pelle.
Curiosità
È interessante sapere che la storia del cane che fugge esiste in diverse varianti anche in Catalogna e in alcuni paesi del sud Italia come la Puglia. Forse anche nel Lazio visto che anche Claudio Baglioni in suo brano che si intitola Streptease canta di un ometto vestito di colore cane che fugge.
Voi la conoscete?
Ti è piaciuto questo articolo? Scoprili tutti sulla pagina LETTURE

