Menu Chiudi

L’Origine Oscura del termine “BUGINU”

boia - buginu -illustrazione - Babajola

Tempo di lettura: 7 minuti

Da Ministro del Re a “Boia”

Scopriamo insieme il significato della parola Buginu.


Ogni lingua è uno scrigno di storie e il sardo non è da meno. Ci sono infatti parole che nascondono aneddoti e interi capitoli di vita che altrimenti andrebbero perduti. In Sardegna, l’etimologia popolare ci ha tramandato una di queste storie. È il caso di una parola dall’accezione sinistra, collegata ad un uomo che, nel Settecento, divenne il simbolo di morte.

La parola in questione è “buginu” o bocinu.

Questo termine, viene usato per indicare la figura del “boia” e cioè la persona incaricata di eseguire le pene capitali. Quel simpatico uomo incappucciato, pronto a far cadere la lama della ghigliottina sulla vostra testa insomma.

Talvolta è anche usato come sinonimo di “diavolo” inteso come essere maligno e spaventoso.

Ma com’è possibile che il nome di un ministro del Re abbia assunto un significato così sinistro?
E come è sopravvissuto nel linguaggio comune per quasi tre secoli?

Chi era Giovanni Battista Lorenzo Bogino

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, nel cuore del Settecento sabaudo e più precisamente nel 1759.

In quell’anno, Giovanni Battista Lorenzo Bogino, un politico piemontese astuto e riformatore, fu nominato Primo Segretario di Stato per gli Affari di Sardegna. L’isola, all’epoca, era in una situazione di profonda crisi economica e sociale, schiacciata da secoli di malgoverno e da un sistema feudale rigido e iniquo. Il re di Sardegna, Carlo Emanuele III, diede a Bogino il compito di modernizzare l’isola e portarla fuori dal suo torpore, ma le riforme del ministro piemontese furono drastiche e non sempre ben accette.

Bogino cercò pi portare ordine introducento la pena capitale, e centralizzando il potere, limitando l’influenza dei baroni e della Chiesa.

Le sue politiche furono percepite come un attacco diretto alle tradizioni locali, ad esempio fu lui ad introdurre l’Italiano come lingua ufficiale e fu sempre lui a sostituire gli emblemi storici con la croce dei Savoia, mirando così a privare il popolo Sardo della propria identità, del proprio orgoglio.

Non solo: una delle sue manovre più impopolari fu l’introduzione di una giustizia rigida, che non esitava a fare ricorso alla pena capitale per imporre l’ordine e combattere il banditismo. Le esecuzioni erano pubbliche e servivano da monito per la popolazione, diventando tristemente celebri per la loro frequenza e severità.

Bogino divenne il volto di questa giustizia implacabile, e il suo nome si legò indissolubilmente al concetto di pena capitale, morte e punizione.

L’associazione era così forte che, nel tempo, la parola si è distaccata dall’uomo, assumendo una vita propria. L’espressione “chi ti curra su buginu” (che il boia ti perseguiti) o “chi ti pighiri su buginu” (che il boia ti prenda) divenne una maledizione comune usata ancora oggi, un modo per augurare un destino terribile a qualcuno, anche se il vero boia non era Bogino in persona, ma un suo delegato.

Passare alla storia e farlo male.

La figura del ministro era talmente temuta e associata alla morte che il suo stesso nome si caricò di questo significato.

Così, il nome di un ministro del Regno di Sardegna, Giovanni Battista Lorenzo Bogino, è diventato, nella memoria storica e nel linguaggio popolare, il simbolo stesso della punizione capitale.

Da politico riformatore a boia della tradizione orale, verrà ricordato per sempre come un pessimo soggetto!

La prossima volta che senti la parola BUGINU in Sardegna, saprai che non stai sentendo solo una parola, ma un’intera storia di riforme, imposizioni e di un ministro la cui pessima reputazione è rimasta impressa nel linguaggio dell’isola, per sempre.



Ti è piaciuto questo articolo? Scoprili tutti sulla pagina LETTURE


Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Hai domande? Scrivici!